Articolo su Valentina Petrillo
Il 14 gennaio 2026, alcune classi seconde dell’istituto Luosi-Pico, hanno partecipato
a un incontro con l’atleta paralimpica Valentina Petrillo.
In questo incontro, le tematiche principali sono state due:
-l’inclusione, sia delle persone transessuali che di quelle con disabilità
-lo sport e le paralimpiadi.
L’incontro si è diviso in tre parti, nella prima abbiamo visto il docufilm “5 nanomoli-
il sogno olimpico di una donna trans”, il quale narrava la storia della sua vita e la
sua sfida per entrare alle paralimpiadi di Tokyo, nella categoria femminile.
Nella seconda fase ci hanno consegnato un foglio in cui dovevamo compilare una
tabella con le nostre opinioni riguardo al docufilm.
La terza parte, invece, è consistita in un dibattito aperto tra noi studenti e l’atleta.
Valentina ha quindi raccontato che, quando aveva quattordici anni, le è stata
diagnosticata la malattia di Stargardt, una sindrome degenerativa che comporta una
progressiva perdita della vista (per questo è nella categoria paralimpica), che l’ha
portata a smettere di correre fino al 2014. Questo ritorno, avvenuto all’età di
quarantuno anni, si è verificato molto più tardi rispetto alla maggior parte degli
atleti, ma è stato motivato sia dalla passione per l’atletica sia dalla voglia di
riprendere uno sport che aveva sempre amato e nel 2024 ha partecipato perfino
alle paralimpiadi di Parigi.
Oltre a ciò, ha narrato anche il disagio provato, fin dalla sua nascita, per il suo
genere e il suo timore di fare coming out. In un secondo momento (dove l’abbiamo
intervistata personalmente) ci ha infatti raccontato che sua cugina era stata cacciata
di casa proprio dopo aver fatto coming out.
Nel 2017, però, ha finalmente trovato il coraggio di farlo, confessando a sua moglie,
(con cui era sposata dal 2016 e con cui ha avuto un figlio di nome Lorenzo) che
spesso indossava di nascosto i suoi vecchi vestiti. Successivamente lo ha persino
detto a suo padre che, con il tempo, ha accettato la transizione. Le difficoltà, però,
non sono finite qua, ha infatti raccontato di come sia stato difficile entrare nella
nazionale paralimpica femminile, per la transizione di genere e le varie pratiche
burocratiche/regolamentari.
Questo incontro è stato molto educativo e ci ha fatto capire molto in merito
all’inclusione delle persone.
Inseriamo qui infine il sito che racconta la storia nello specifico e in cui è anche
presente un trailer del docufilm sovraccitato: https://5nanomoli.it/.
Francesco Ferrari e Clara Azzurra Costa, classe 2°TL.



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