8 marzo: più di una mimosa, una giornata per riflettere.
L’8 marzo si celebra la Giornata internazionale della donna, una ricorrenza che va oltre i regali o i fiori: è un momento per ricordare i diritti conquistati, ma anche le sfide che le donne affrontano ancora oggi.
Il fiore simbolo che è associato alla festa della donna è la mimosa, venne scelto nel secondo dopoguerra in quanto era un fiore a basso prezzo e facilmente reperibile.
La giornata non è solo il nome di una festività, ma un’occasione per ricordare e commemorare le battaglie fatte da molte donne per arrivare a una parità di genere.
Alcune figure chiave di queste battaglie sono:
- Malala Yousafzai, una ragazza che nel 2012 aveva 15 anni e che si impegnò a denunciare in un blog da lei scritto le violenze dei talebani pakistani, contrari alla parità di genere e al diritto all’istruzione per le donne. Venne colpita in un agguato mentre prendeva il bus per tornare a casa da scuola, riuscendo a salvarsi e continuando a lottare per i diritti umani.
- Alfonsa Rosa Maria Morini (nome da coniugata Alfonsina Strada), considerata pioniera della parificazione tra sport maschile e femminile, è stata la prima donna a competere nel giro di Lombardia e nel giro d’Italia, rispettivamente nel 1917/1918 e nel 1924. Fu attiva come ciclista professionista dal 1907 al 1936.
Purtroppo, ancora oggi ci sono dei paesi in cui vige una tradizione patriarcale, ovvero l’idea che sia l’uomo a dover portare avanti la famiglia e la donna ad accudire i figli e prendersi cura della casa.
In Italia, la situazione è molto migliorata negli anni, ma di strada da fare ce n’è ancora molta, perchè continuano ad esserci disuguaglianze, soprattutto in ambito lavorativo, con disparità salariali e di precarietà, sebbene si registri una maggiore presenza femminile nei ruoli di alto comando.
Ferrari F.




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