Un mondo senza uomini

Un mondo senza uomini
Abbiamo sempre fantasticato su un mondo senza il genere maschile. Una società
elegante e calma. Di solito questa idea fa ridere, perché sembra un’esagerazione…
oppure no, dipende dalla giornata.
Nel mondo ci sono problemi seri: fame, guerre, risorse che spariscono. E poi ci sono
i problemi quotidiani, quelli che fanno alzare gli occhi al cielo. Così qualcuno
propone la soluzione più spettacolare di tutte: immaginare un mondo senza uomini.
Da sempre molti uomini governano la casa senza però conoscere le minime basi
della sopravvivenza domestica, tipo “questa spugna serve davvero a qualcosa?”.
Quante volte sogniamo di vedere nostro fratello o nostro padre pulire
spontaneamente, come se fosse un normale essere umano e non un ospite
speciale. In questa versione del mondo, la casa si pulisce quasi da sola per la
semplice assenza di scuse.
Poi c’è la discoteca. Niente mani che spuntano come rami fuori posto, niente
richieste del numero dette con la solita sicurezza olimpica. Solo musica, amiche e la
sensazione sorprendente che lo spazio personale sia davvero… personale.
E infine il capolavoro: il celebre “Vado a prendere il latte”. La più antica formula
magica per dissolversi nel nulla. Pronunciata con la stessa serietà di un eroe che
parte per una missione segreta. Nella nostra fantasia, il latte resta lì sullo scaffale del
supermercato, tranquillo, perché nessuno lo usa come teletrasporto nei momenti
scomodi.
Ovviamente è tutto satira. Nessuno vuole eliminare nessuno. Ma questa piccola
commedia serve a dare voce a una stanchezza reale, quella che si accumula ogni
volta che certi comportamenti si ripetono come puntate infinite della stessa serie. È
un modo ironico per dire che il rispetto non dovrebbe essere un premio speciale, ma
semplicemente la base da cui cominciare.
Zoubida N.



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